Resistenza: la voce dell’arte

A cura di Sandro Malossini
Dal 19 aprile al 20 maggio 2019
Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
Viale Aldo Moro n.50 Bologna

Mostra promossa ed organizzata da
Gloria Evangelisti, Gabinetto di Presidenza
Luca Molinari, Segreteria di Presidenza dell’Assemblea legislativa Regione ER

Più di cinquanta  opere, tra disegni, pitture e sculture, realizzate dagli anni quaranta a oggi, ripercorrono attraverso l’ingegno di tanti artisti uno dei momenti più forti d’identità patriottica e di sacrificio per la  libertà di tutti come fu la Resistenza. Dai disegni di satira, come quelli usciti dalla mano di Tono Zancanaro o di Mino Maccari, a quelli di un forte realismo realizzati nel 1944 da Renato Guttuso o ancora a quelli eseguiti da Leone Pancaldi in un lager nazista, alla pittura di Aldo Borgonzoni che affida la sofferenza alla deformazione dei corpi e dei volti, ad Armando Pizzinato che ferma l’attimo prima della fucilazione nei volti dei condannati, e ancora le angosce dei corpi ritratti da Sughi, da Cappelli o da un Dino Boschi che pare aprire la sua pennellata al mondo baconiano delle trasfigurazioni. Altre figure e altri drammi raccontati da Filippo Albertoni, Xavier Bueno con il suo prigioniero a mani alzate, un insolito Bepi Romagnoni ancora legato alla figurazione di matrice realista come pure un condannato ritratto dalla mano felice di Ernesto Treccani. Tanti ancora i nomi degli artisti che sono stati raccolti in questa mostra a testimonianza di quanto la Resistenza sia stata non solo un sentimento ma una scelta di vita, vita tante volte, troppo spesso, spenta da forze nemiche della libertà, dell’uguaglianza, della pace.

Un omaggio all’artista Mario Nanni, partigiano della brigata Stella Rossa, che oggi, all’età di novantasette anni, partecipa a questo evento con una piccola mostra monografica dedicata al tema della Resistenza, tema che dai primi anni cinquanta ha affrontato più volte fino agli ultimi lavori degli anni ottanta.

Artisti in mostra: Francesca Acerbi, Filippo Albertoni, Ubaldo Bertoli, Angelo Biancini, Aldo Borgonzoni, Dino Boschi, Maurizio Bottarelli, Remo Brindisi, Xavier Bueno, Giovanni Cappelli, Gino Covili, Giuseppe Ferrari, Remo Gaibazzi, Gianfranco Goberti, Giuseppe Guerreschi, Renato Guttuso, Luciano Leonardi, Mino Maccari, Sebastian Matta, Carlo Mattioli, Marino Mazzacurati, Mauro Mazzali, Mario Nanni, Leone Pancaldi, Armando Pizzinato, Arnaldo Pomodoro, Giuseppe Romagnoni, Ilario Rossi, Alberto Sughi, Nani Tedeschi, Ernesto Treccani, Jucci Ugolotti, Tullio Vietri, Tono Zancanaro, Giuseppe Zigaina.

Fabio Torre – Double play/Doppio gioco

a cura di Sandro Malossini

Galleria FaroArte
Piazzale Marinai d’Italia n.20
Marina di Ravenna RA

Inaugurazione sabato 13 aprile 2019 ore 17,00
dal 13 aprile al 5 maggio 2019
sabato e domenica 10,00-12,30 e 15,30-19,30

La fotografia nello specchio della pittura

La riflessione sui rapporti tra fotografia e pittura è alla base della ricerca artistica di Fabio Torre negli ultimi vent’anni. Contrariamente a quanto potrebbe sembrare non è mai stato negli obiettivi dell’autore un gioco di trompe l’oeil per far sembrare fotografia ciò che è invece pittura, mentre si tratta di una riaffermazione della pratica pittorica che va a cercare i suoi elementi nel medium privilegiato della fotografia.
Il gioco si complica quando non si tratta solo di rendere il “fotografico” attraverso l’artificio pittorico, ma quando poi si sceglie di muoversi nei “luoghi” stessi della fotografia classica: il bianco e nero, il provino a contatto, il ritratto, infine addirittura le macchine fotografiche assunte ad icone vagamente pop nel loro giganteggiare lo spettatore. Il risultato è appunto un doppio gioco di sguardi: chi è l’osservatore e chi l’osservato? E quando nei ritratti di artisti ed amici il soggetto compare più di una volta nello stesso dipinto cosa accade? La ripetizione del soggetto ne rafforza la presenza, ma al contempo la depotenzia togliendogli unicità. E l’osservatore si trova intrigato nel gioco di sguardi in un ambiguo dialogo a tre.

Fabio Torre (Bologna 1955) vive e lavora a Bagnarola di Budrio. Ha all’attivo negli ultimi vent’anni oltre trenta mostre personali in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero.

Catalogo in galleria.

Mostra realizzata in collaborazione con:
Felsina Factory, Bologna
Capit, Ravenna
Galleria Studio G7, Bologna

Patrocini:
Presidenza dell’Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna
Provincia di Ravenna
Comune di Ravenna, Assessorato alla Cultura

Carlo Mattioli – Gli alberi

a cura di Sandro Malossini e Anna Zaniboni Mattioli

Opening venerdì 8 marzo, 2019
19,00 – 21,00

La mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione Carlo Mattioli, presenta un tema che ha reso famoso l’artista, “Gli alberi”, ma che il più delle volte non è stato considerato per l’importanza che ha avuto nella poetica di Mattioli. Il soggetto è certamente riconoscibile e il più delle volte appare come unico elemento figurativo dell’opera, ma, come ha sottolineato Anna Zaniboni Mattioli: “l’albero solitario è diventato presto una declinazione della rappresentazione di sé, una sorta di autoritratto che il pittore ha tuffato nella notte più nera, nella gloria di un campo di papaveri, nell’intonaco incolore di un antico muro come fosse una sinopia medievale o nel nulla di una tela di juta, senza nemmeno la consolazione di un fondo.” “Gli alberi sono spesso gli elementi figurativi in un contesto astratto del quadro, appaiono come “strutture” fondanti di una costruzione che spesso si perde nella materia e nel colore” nelle parole di Sandro Malossini che in catalogo cura un’intervista alla nipote di Carlo Mattioli, precedendo due esemplari testi dedicati da Giorgio Soavi e Marco Vallora, in anni passati, agli alberi dell’artista. Poco meno di venti grandi tele, che spaziano dal 1974 al 1989, accuratamente selezionate dai curatori, ben rappresentano la grande arte di un pittore schivo e solitario, di un’ immensa carica poetica.

Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna
Viale Aldo Moro n.50 Bologna

La mostra sarà visitabile dal 8 marzo al 15 aprile 2019, da lunedì a venerdì ore 9,00 – 18,00

La Violenza

opere di Adriano Avanzolini

Inaugurazione 1 febbraio 2019 alle ore 10.00, spazio espositivo in via Urbana 13a, Bologna
mostra visitabile dall’1 al 6 febbraio 2019, dalle ore 10.00 alle ore 20.00
Sabato 2 febbraio 2019, dalle ore 10.00 alle ore 24.00

Sculture senza tempo, dalla grandezza fisica quanto simbolica, volte a stimolare una reazione di fronte a sofferenza e ferite. Opere dal significato toccante, di un simbolismo chiaramente descrittivo in cui ciò che è rappresentato in termini realistici conduce in un territorio comune di scambio emozionale tra mondi interiori che non si conoscono. Gruppi scultorei che raccontano della violenza patita, in particolare dalle donne: busti senza volto afflitti da mani guantate, figure femminili ridotte al rituale della donna angelo o vittime di abusi e torture. Il tema della violenza è interpretato come dannazione che attrae verso vie dove sessualità, subalternità e silenzio si fondono a rappresentare una umanità non difesa.
Adriano Avanzolini è nato e vive a Bologna, città dove ha compiuto gli studi all’Accademia di Belle Arti. Le esposizioni pubbliche delle sue opere sono iniziate alla fine degli anni sessanta, sono di quel periodo le prime realizzazioni di sculture di grandi dimensioni realizzate con la tecnica del calco dal vivo su gruppi di figure, nella quali ogni scena è parte di un racconto ripescato dalla vita, dal passato o dal “futuro” o da una micro storia del presente. Utilizza il linguaggio iniziatico per eccellenza: quello dei Simboli. Fa ricorso a un linguaggio simbolico che si esprime attraverso le qualità evocative della materia, condividendo l’espressione di Jean Chevalier nell’introduzione al Dictionnaire des symboles secondo cui “dire che viviamo in un mondo di simboli è dir poco: in realtà è un mondo di simboli a vivere in noi.” I Simboli che definisce nella materia scolpita evocano una molteplicità di sensi concordanti tra loro, contrapposti alla raffigurazione iconica, senza tentare di dare loro significati.

Per approfondimenti: info@adrianoavanzolini.it; www.adrianoavanzolini.it

La collezione d’arte dell’Assemblea legislativa e le donazioni 2016-2019

1 febbraio/3 marzo 2019
Inaugurazione 1 febbraio 2019, ore 19

a cura di Sandro Malossini

La mostra presenta tutto il corpus delle donazioni che tra il 2016 ed il 2019 hanno visto un rinnovato interesse, da parte di numerosissimi artisti, nei confronti dell’Assemblea legislativa e della sua attività promozionale e di valorizzazione dell’arte del proprio territorio. Una Collezione capace di ripercorre la storia dell’arte territoriale dagli anni Settanta ad oggi, una mostra ricca di stimoli per un approfondimento sui linguaggi e le ricerche che hanno attraversato gli ultimi quarant’anni d’arte in Regione. Una Collezione ancora in via di completamento che in questa esposizione vede, accanto al patrimonio consolidato, l’ingresso nella sede del Parlamento regionale di venti nuove opere.

Saranno esposte alcune opere che hanno costituito il primo nucleo del patrimonio artistico dell’Assemblea legislativa: una grande mosaico di Aldo Borgonzoni, due importanti altorilievi di Angelo Biancini, i cartoni preparatori dell’affresco di Ilario Rossi dedicato all’eccidio di Marzabotto, alcune opere di Carlo Zauli, un paesaggio di Carlo Mattioli, una scultura di Quinto Ghermandi, ed altre interessanti opere di artisti emiliano romagnoli. Lavori che si affiancano alle donazioni che negli ultimi anni, dal 2016 al 2019, hanno implementato un patrimonio che si sta definendo come collezione d’arte moderna e contemporanea dedicata al territorio. Dalle ricerche di area figurativa passando per l’esperienza informale fino agli ultimi esiti formali e concettuali, si potrà trovare riscontro della presenza di grandi interpreti dei linguaggi e delle ricerche artistiche nazionali ed internazionali. La scultura viene rappresentata da Adriano Avanzolini, Mirta Carroli, Paolo G. Conti, Mauro Mazzali, e dalle ultime donazioni di Sergio Monari, Marco Fornaciari, Sergio Zanni e Silvano Chinni. La pittura si trova nelle tele di Maurizio Bottarelli, Ilario Rossi, Vittorio Mascalchi, Mario Nanni, Fabio Torre, Antonio Mazzotti, Leone Pancaldi, Giorgio Zucchini, Vincenzo Satta, Bruno De Angelis, Daniele Degli Angeli, Walter Cascio, Tatsunori Kano, Roberto Pagnani, Fuck Aliens ed in quelle di nuova acquisizione: Bruno Pulga, Piero Copertini, Carlo Mastronardi, Luciano Bertacchini, Alfonso Frasnedi, Enzo Tinarelli, Gianfranco Goberti, Riccardo Camoni. Alcune grandi carte ci fanno poi scoprire la suggestione che il supporto può dare partecipando alla composizione dell’opera: Enrico Mulazzani e Franco Filippi ne sono un bell’esempio. L’area più concettuale è significativamente figurata dalle opere di Nanni Menetti, Maurizio Osti, Marco Pellizzola, Gian Paolo Roffi.

Una mostra che non è solo Collezione ma diventa momento di conoscenza di quanto di meglio ha prodotto la Regione negli ultimi decenni.

INFO
Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
Viale A. Moro n. 50 – Bologna
venerdì 1 febbraio ore 10 -21, sabato 2 febbraio ore 10-22 e domenica 3 febbraio ore 10-19

fino ai 3 marzo 2019 lunedì-venerdì ore 9-18, aperture straordinarie per visite guidate su richiesta/ingresso libero
Tel. 051 527576 8/ gloria.evongelisti@regione.emilia-romagna.it / gabinettopresidenteal@regione.emilio-romagna.it
Nell’ambito di ART CITY

Autoritratto Aniconico per manualità diverse

a cura di Sandro Malossini

ADRIANO AVANZOLINI
MIRTA CARROLI
PAOLO GUGLIELMO CONTI
BRUNO DE ANGELIS
DOMENICO DIFILIPPO
FRANCESCO FINOTTI
ANNA GIROLOMINI
MAURO MAZZALI
SERGIO MONARI
MARIO NANNI
MAURIZIO OSTI
GRAZIANO POMPILI

dal 16 dicembre 2018 al 31 gennaio 2019

Foyer dell’Aula Magna “Rita Levi Montalcini” – via 29 maggio, 4 – Mirandola (MO)

INAUGURAZIONE: DOMENICA 16 DICEMBRE 2018 – ORE 11,00

Saranno presenti:
Alessandra Mantovani
Assessore alla promozione della città e della conoscenza del Comune di Mirandola

Sandro Malossini
curatore della mostra

gli Artisti

orari: sabato e domenica 10.00-12.00 e 16.00-19.00
La mostra è organizzata da Felsina Factory, Bologna, con il patrocinio dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna

Il presepe e altre terrecotte

Marco Fornaciari

a cura di Sandro Malossini

Opening venerdì 7 dicembre, 2018
19,00 – 22,00

All’interno dei numerosi eventi che l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dedica quest’anno al Natale, si inserisce anche questa mostra di terrecotte, opera di Marco Fornaciari, che presenta un moderno presepe realizzato da 11 gruppi scultorei. Un’interpretazione particolare che vede la figura di Giuseppe in piedi, e non accanto a Maria, una “Annunciazione” che sembra salire al cielo per dare grandezza al messaggio universale  dell’incarnazione del Verbo, la compostezza dei gruppi pastorali dove anche le pecore sembrano attendere alla nascita. Poi i Re Magi, che posti su di un altro livello rispetto al presepe, scendono,  pronti a fare la loro comparsa. Accanto al presepe, l’artista presenta un numeroso gruppo di altre terrecotte ove le tematiche dell’Arte Sacra vengono rappresentate nella contemporaneità, senza snaturare forme e interpretazioni delle Sacre Scritture. Tutta l’opera di Fornaciari gode di un forte sentimento che nella plasticità delle forme assume sempre più un legame artista-opera, un prolungamento non solo manuale ma anche spirituale tra l’autore e la sua scultura.

Marco Fornaciari è nato a Vignola il 18 febbraio 1951. La sua passione per la scultura ha radici antiche. Infatti, la famiglia, fin dal “700”, produceva manufatti in terracotta forgiati al tornio nella fornace di Castelvetro. E’ in questo ambiente che Marco comincia a modellare l’argilla. La formazione scolastica avverrà poi al Liceo Artistico di Bologna, dove,  Carlo Santachiara, allora giovane scultore e suo insegnante di plastica, lasciarà un segno indelibile  Si diplomerà nel 1971. Dieci anni dopo, l’esigenza di tornare in quell’ambiente di studio lo porterà a frequentare il “Corso di Scuola Libera del Nudo”.
Dai primi anni novanta espone costantemente la sua opera in mostra personali e collettive, partecipa a numerosi premi, tra i quali il Begarelli che vince in diverse edizioni.

L’inaugurazione della mostra si terrà venerdì 7 dicembre  alle ore 19,00. Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna porterà il saluto suo e di tutta l’Assemblea agli intervenuti.

la mostra sarà visitabile dal 7 dicembre 2018  al 6 gennaio 2019
da lunedì a venerdì ore 9,00 – 18,00

Vincenzo Satta – Opere 1986-2016

Opening mercoledì 31 ottobre, 2018
18,00 – 21,00

La mostra a cura di Sandro Malossini e Pier Giovanni Castagnoli presenta circa settanta opere su carta realizzate tra il 1986 ed il 2016. Ripercorre la piena maturità dell’artista nato a Nuoro nel 1937 e residente a Bologna dai primi anni sessanta. Dopo la stagione della pittura analitica, che lo aveva visto partecipe e maestro, sulla fine degli anni settanta la sua ricerca si apre ad un segno più libero, a colori più azzardati e contrastanti, senza perdere il controllo di quella luce che nei precedenti lavori ne aveva fatto struttura e linguaggio. “Fu allora il segno e fu la metrica ritmica della sua scrittura a costruire la pagina pittorica, generando andamenti, spaziature, addensamenti e rarefazioni, al fine di impregnare di luce la superficie, di farla vibrare della sua vita, di estenderne e amplificare i confini nel territorio estatico offerto alla contemplazione …” così Pier Giovanni Castagnoli nel saggio che accompagna la mostra offre un percorso di lettura. “ …di quella luce che nascosta dietro ombre e solidi neri monumenti appare come un raggio di sole ad aprire ad altri esiti formali, a illuminare il bianco del foglio, ad accogliere le ragioni di una sottile ricerca che alle velature della pittura degli anni settanta si concede ora la maturità di un canto corale” nelle parole di Sandro Malossini. La mostra è accompagnata da un catalogo editato per l’occasione che riproduce tutte le opere esposte.
La mostra si inserisce nel progetto di valorizzazione e riconoscimento di artisti che operano nel territorio da parte dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, che, dopo le rassegne dedicate a Mario Nanni, Nanni Menetti, Ilario Rossi, Maurizio Bottarelli e Alfonso Frasnedi ospita ora, con grande orgoglio, questa mostra antologica di Vincenzo Satta.
L’inaugurazione della mostra si terrà mercoledì 31 ottobre alle ore 18,00. Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna porterà il saluto suo e di tutta l’Assemblea agli intervenuti.

Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna
viale Aldo Moro n.50 Bologna

La mostra sarà visitabile dal 31 ottobre al 25 novembre 2018
da lunedì a venerdì ore 9,00 – 18,00

Tracce di pittura

ALFONSO FRASNEDI tracce di pittura

a cura di Sandro Malossini
inaugurazione lunedì 17 settembre, ore 18,00

saluto del Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
SIMONETTA SALIERA

dal 17 settembre al 8 ottobre 2018
Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
Viale Aldo Moro 50, Bologna

Proseguendo nell’impegno rivolto a valorizzare le eccellenze artistiche che operano in Regione, l’Assemblea legislativa presenta quaranta opere di Alfonso Frasnedi,  realizzate negli ultimi anni, ospitandole nei propri spazi di Viale Aldo Moro. Nato nel 1934 a Bologna, Frasnedi compie i primi studi sotto la guida di Virgilio Guidi alla locale Accademia di Belle Arti. Inizia ad esporre giovanissimo partecipando, a soli ventidue anni  nel 1956, alla Biennale di Venezia con tre opere. Si trasferisce a Parigi dove risiede per due anni, fino al 1962, instaurando rapporti di frequentazione ed amicizia con Pierre Restany, Serge Poliakoff, Alberto Giacometti, con gli italiani Bertini, Rotella, Carena, Baj e Pulga. Rientrato a Bologna si dedica all’insegnamento, prima a Forlì, poi a Bologna ed infine a Modena dove per quasi due decenni avrà la direzione dell’Istituto d’arte Venturi. Allestisce numerosissime mostre personali a Parigi, Bologna, Firenze, Roma,  presentando dapprima un lavoro tipicamente di matrice informale che si ricompone poi,  nei primi anni sessanta, in esiti vicini alla pop art. Superata l’esperienza figurativa una lenta sintesi dell’immagine lo porta alle prime grandi stesure monocrome dove al centro del quadro ritornano i gesti, le sospensioni, le vibrazioni dei primi quadri degli esordi. La memoria si farà sempre più partecipe dell’opera fino alle ultime tele, dove colore e segno si integrano in un linguaggio di narrazione sospeso, attento alle piccole note che accompagnano la vita di tutti.

La mostra si inserisce in quel programma di eventi che negli ultimi anni l’Assemblea legislativa sta promuovendo nell’intento di rapportarsi sempre più con le realtà, anche di tipo culturale, che operano nel territorio e che ne fanno spesso il più bel biglietto da visita. Nella convinzione che anche questa mostra possa essere visitata e raccogliere i consensi e gli apprezzamenti che un artista come Frasnedi  merita, l’Assemblea legislativa auspica che la conoscenza dei vari linguaggi dell’arte sia di sostegno ed accompagni anche i cambiamenti sociali e che ne indirizzi pensieri e ruoli.

Un catalogo editato dall’Assemblea legislativa accompagna l’esposizione.
La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 18,00.

Bologna 2018, la tradizione nell’attualità

Dal 26 settembre al 21 ottobre a Palazzo Garagnani di Crespellano, Valsamoggia,  un viaggio estivo nell’arte bolognese contemporanea.

Ventiquattro artisti bolognesi che hanno accolto in visita ai loro studi i curatori della mostra  Francesco Finotti e Sandro Malossini nei giorni più caldi ed afosi dell’anno: quelli dei  mesi di giugno, luglio ed agosto.

 Un percorso alla scoperta dei nuovi lavori, alcuni dei quali ancora in fase di definizione, altri appena ultimati, ma tutti maturati nel 2018. Artisti che appartengono alla sfera di frequentazione dei curatori che hanno voluto con questa mostra testimoniare come alcune delle complesse e diverse forme espressive presenti sul territorio  possano convivere e partecipare alla costruzione di una “situazione bolognese” , nel senso più lato del termine, dell’arte. Lo spazio ridotto delle sale di Palazzo Garagnani ha imposto una scelta, una selezione degli artisti, escludendone alcuni che pure avrebbero avuto titolo per  essere presenti.

È comunque una mostra, anche se incompleta, ovviamente per  le ragioni di cui sopra,  fonte di riflessione su una situazione dell’arte a Bologna, una panoramica spesso piacevole per risultati ed esiti, mai superficiale e banale, anche quando percorsi formativi ed interessi personali dei singoli artisti  non convivono ma sono in grado di essere presenti su di uno stesso territorio e di confrontarsi reciprocamente e reciprocamente stimarsi. L’organizzazione della mostra è stata un viaggio, un incontro con spazi, parole e opere diversi, dove ogni artista  ha raccontato del proprio lavoro o solo  ne ha mostrato gli esiti.  Alcuni hanno delegato a  una mail la loro partecipazione, ma anche da quelle è nato un percorso espositivo che si è concretizzato in questa mostra.

Elenco artisti in mostra:

Marco Ara, Adriano Avanzolini, Bruno Benuzzi, Pinuccia Bernardoni, Maurizio Bottarelli, Luca Caccioni, Mirta Carroli, Walter Cascio, Bruno De Angelis, Daniele Degli Angeli, Alfonso Frasnedi, Tatsunori Kano, Mauro Mazzali, Nanni Menetti, Maurizio Osti, Bruno Raspanti, Roberto Rizzoli, Leonardo Santoli, Vincenzo Satta, Stefano Teglia, Fabio Torre, Antonio Violetta, Giorgio Zucchini.

A cura di Francesco Finotti e Sandro Malossini

PALAZZO GARAGNANI, CRESPELLANO, VALSAMOGGIA. 26 settembre/21 ottobre 2018

Inaugurazione mercoledì 26 settembre, ore 20,30