Autoritratto Aniconico per manualità diverse

a cura di Sandro Malossini

ADRIANO AVANZOLINI
MIRTA CARROLI
PAOLO GUGLIELMO CONTI
BRUNO DE ANGELIS
DOMENICO DIFILIPPO
FRANCESCO FINOTTI
ANNA GIROLOMINI
MAURO MAZZALI
SERGIO MONARI
MARIO NANNI
MAURIZIO OSTI
GRAZIANO POMPILI

dal 16 dicembre 2018 al 31 gennaio 2019

Foyer dell’Aula Magna “Rita Levi Montalcini” – via 29 maggio, 4 – Mirandola (MO)

INAUGURAZIONE: DOMENICA 16 DICEMBRE 2018 – ORE 11,00

Saranno presenti:
Alessandra Mantovani
Assessore alla promozione della città e della conoscenza del Comune di Mirandola

Sandro Malossini
curatore della mostra

gli Artisti

orari: sabato e domenica 10.00-12.00 e 16.00-19.00
La mostra è organizzata da Felsina Factory, Bologna, con il patrocinio dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna

Il presepe e altre terrecotte

Marco Fornaciari

a cura di Sandro Malossini

Opening venerdì 7 dicembre, 2018
19,00 – 22,00

All’interno dei numerosi eventi che l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dedica quest’anno al Natale, si inserisce anche questa mostra di terrecotte, opera di Marco Fornaciari, che presenta un moderno presepe realizzato da 11 gruppi scultorei. Un’interpretazione particolare che vede la figura di Giuseppe in piedi, e non accanto a Maria, una “Annunciazione” che sembra salire al cielo per dare grandezza al messaggio universale  dell’incarnazione del Verbo, la compostezza dei gruppi pastorali dove anche le pecore sembrano attendere alla nascita. Poi i Re Magi, che posti su di un altro livello rispetto al presepe, scendono,  pronti a fare la loro comparsa. Accanto al presepe, l’artista presenta un numeroso gruppo di altre terrecotte ove le tematiche dell’Arte Sacra vengono rappresentate nella contemporaneità, senza snaturare forme e interpretazioni delle Sacre Scritture. Tutta l’opera di Fornaciari gode di un forte sentimento che nella plasticità delle forme assume sempre più un legame artista-opera, un prolungamento non solo manuale ma anche spirituale tra l’autore e la sua scultura.

Marco Fornaciari è nato a Vignola il 18 febbraio 1951. La sua passione per la scultura ha radici antiche. Infatti, la famiglia, fin dal “700”, produceva manufatti in terracotta forgiati al tornio nella fornace di Castelvetro. E’ in questo ambiente che Marco comincia a modellare l’argilla. La formazione scolastica avverrà poi al Liceo Artistico di Bologna, dove,  Carlo Santachiara, allora giovane scultore e suo insegnante di plastica, lasciarà un segno indelibile  Si diplomerà nel 1971. Dieci anni dopo, l’esigenza di tornare in quell’ambiente di studio lo porterà a frequentare il “Corso di Scuola Libera del Nudo”.
Dai primi anni novanta espone costantemente la sua opera in mostra personali e collettive, partecipa a numerosi premi, tra i quali il Begarelli che vince in diverse edizioni.

L’inaugurazione della mostra si terrà venerdì 7 dicembre  alle ore 19,00. Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna porterà il saluto suo e di tutta l’Assemblea agli intervenuti.

la mostra sarà visitabile dal 7 dicembre 2018  al 6 gennaio 2019
da lunedì a venerdì ore 9,00 – 18,00

Vincenzo Satta – Opere 1986-2016

Opening mercoledì 31 ottobre, 2018
18,00 – 21,00

La mostra a cura di Sandro Malossini e Pier Giovanni Castagnoli presenta circa settanta opere su carta realizzate tra il 1986 ed il 2016. Ripercorre la piena maturità dell’artista nato a Nuoro nel 1937 e residente a Bologna dai primi anni sessanta. Dopo la stagione della pittura analitica, che lo aveva visto partecipe e maestro, sulla fine degli anni settanta la sua ricerca si apre ad un segno più libero, a colori più azzardati e contrastanti, senza perdere il controllo di quella luce che nei precedenti lavori ne aveva fatto struttura e linguaggio. “Fu allora il segno e fu la metrica ritmica della sua scrittura a costruire la pagina pittorica, generando andamenti, spaziature, addensamenti e rarefazioni, al fine di impregnare di luce la superficie, di farla vibrare della sua vita, di estenderne e amplificare i confini nel territorio estatico offerto alla contemplazione …” così Pier Giovanni Castagnoli nel saggio che accompagna la mostra offre un percorso di lettura. “ …di quella luce che nascosta dietro ombre e solidi neri monumenti appare come un raggio di sole ad aprire ad altri esiti formali, a illuminare il bianco del foglio, ad accogliere le ragioni di una sottile ricerca che alle velature della pittura degli anni settanta si concede ora la maturità di un canto corale” nelle parole di Sandro Malossini. La mostra è accompagnata da un catalogo editato per l’occasione che riproduce tutte le opere esposte.
La mostra si inserisce nel progetto di valorizzazione e riconoscimento di artisti che operano nel territorio da parte dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, che, dopo le rassegne dedicate a Mario Nanni, Nanni Menetti, Ilario Rossi, Maurizio Bottarelli e Alfonso Frasnedi ospita ora, con grande orgoglio, questa mostra antologica di Vincenzo Satta.
L’inaugurazione della mostra si terrà mercoledì 31 ottobre alle ore 18,00. Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna porterà il saluto suo e di tutta l’Assemblea agli intervenuti.

Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna
viale Aldo Moro n.50 Bologna

La mostra sarà visitabile dal 31 ottobre al 25 novembre 2018
da lunedì a venerdì ore 9,00 – 18,00

Tracce di pittura

ALFONSO FRASNEDI tracce di pittura

a cura di Sandro Malossini
inaugurazione lunedì 17 settembre, ore 18,00

saluto del Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
SIMONETTA SALIERA

dal 17 settembre al 8 ottobre 2018
Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
Viale Aldo Moro 50, Bologna

Proseguendo nell’impegno rivolto a valorizzare le eccellenze artistiche che operano in Regione, l’Assemblea legislativa presenta quaranta opere di Alfonso Frasnedi,  realizzate negli ultimi anni, ospitandole nei propri spazi di Viale Aldo Moro. Nato nel 1934 a Bologna, Frasnedi compie i primi studi sotto la guida di Virgilio Guidi alla locale Accademia di Belle Arti. Inizia ad esporre giovanissimo partecipando, a soli ventidue anni  nel 1956, alla Biennale di Venezia con tre opere. Si trasferisce a Parigi dove risiede per due anni, fino al 1962, instaurando rapporti di frequentazione ed amicizia con Pierre Restany, Serge Poliakoff, Alberto Giacometti, con gli italiani Bertini, Rotella, Carena, Baj e Pulga. Rientrato a Bologna si dedica all’insegnamento, prima a Forlì, poi a Bologna ed infine a Modena dove per quasi due decenni avrà la direzione dell’Istituto d’arte Venturi. Allestisce numerosissime mostre personali a Parigi, Bologna, Firenze, Roma,  presentando dapprima un lavoro tipicamente di matrice informale che si ricompone poi,  nei primi anni sessanta, in esiti vicini alla pop art. Superata l’esperienza figurativa una lenta sintesi dell’immagine lo porta alle prime grandi stesure monocrome dove al centro del quadro ritornano i gesti, le sospensioni, le vibrazioni dei primi quadri degli esordi. La memoria si farà sempre più partecipe dell’opera fino alle ultime tele, dove colore e segno si integrano in un linguaggio di narrazione sospeso, attento alle piccole note che accompagnano la vita di tutti.

La mostra si inserisce in quel programma di eventi che negli ultimi anni l’Assemblea legislativa sta promuovendo nell’intento di rapportarsi sempre più con le realtà, anche di tipo culturale, che operano nel territorio e che ne fanno spesso il più bel biglietto da visita. Nella convinzione che anche questa mostra possa essere visitata e raccogliere i consensi e gli apprezzamenti che un artista come Frasnedi  merita, l’Assemblea legislativa auspica che la conoscenza dei vari linguaggi dell’arte sia di sostegno ed accompagni anche i cambiamenti sociali e che ne indirizzi pensieri e ruoli.

Un catalogo editato dall’Assemblea legislativa accompagna l’esposizione.
La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 18,00.

Bologna 2018, la tradizione nell’attualità

Dal 26 settembre al 21 ottobre a Palazzo Garagnani di Crespellano, Valsamoggia,  un viaggio estivo nell’arte bolognese contemporanea.

Ventiquattro artisti bolognesi che hanno accolto in visita ai loro studi i curatori della mostra  Francesco Finotti e Sandro Malossini nei giorni più caldi ed afosi dell’anno: quelli dei  mesi di giugno, luglio ed agosto.

 Un percorso alla scoperta dei nuovi lavori, alcuni dei quali ancora in fase di definizione, altri appena ultimati, ma tutti maturati nel 2018. Artisti che appartengono alla sfera di frequentazione dei curatori che hanno voluto con questa mostra testimoniare come alcune delle complesse e diverse forme espressive presenti sul territorio  possano convivere e partecipare alla costruzione di una “situazione bolognese” , nel senso più lato del termine, dell’arte. Lo spazio ridotto delle sale di Palazzo Garagnani ha imposto una scelta, una selezione degli artisti, escludendone alcuni che pure avrebbero avuto titolo per  essere presenti.

È comunque una mostra, anche se incompleta, ovviamente per  le ragioni di cui sopra,  fonte di riflessione su una situazione dell’arte a Bologna, una panoramica spesso piacevole per risultati ed esiti, mai superficiale e banale, anche quando percorsi formativi ed interessi personali dei singoli artisti  non convivono ma sono in grado di essere presenti su di uno stesso territorio e di confrontarsi reciprocamente e reciprocamente stimarsi. L’organizzazione della mostra è stata un viaggio, un incontro con spazi, parole e opere diversi, dove ogni artista  ha raccontato del proprio lavoro o solo  ne ha mostrato gli esiti.  Alcuni hanno delegato a  una mail la loro partecipazione, ma anche da quelle è nato un percorso espositivo che si è concretizzato in questa mostra.

Elenco artisti in mostra:

Marco Ara, Adriano Avanzolini, Bruno Benuzzi, Pinuccia Bernardoni, Maurizio Bottarelli, Luca Caccioni, Mirta Carroli, Walter Cascio, Bruno De Angelis, Daniele Degli Angeli, Alfonso Frasnedi, Tatsunori Kano, Mauro Mazzali, Nanni Menetti, Maurizio Osti, Bruno Raspanti, Roberto Rizzoli, Leonardo Santoli, Vincenzo Satta, Stefano Teglia, Fabio Torre, Antonio Violetta, Giorgio Zucchini.

A cura di Francesco Finotti e Sandro Malossini

PALAZZO GARAGNANI, CRESPELLANO, VALSAMOGGIA. 26 settembre/21 ottobre 2018

Inaugurazione mercoledì 26 settembre, ore 20,30

Guardare Oltre 1980-1990, dieci anni di ricerca artistica a Bologna

(A Look Beyond, 1980-1990: Ten Years of Artistic Research in Bologna)
curated by Sandro Malossini

MARCO ARA, PHILIPPA ARMSTRONG, ADRIANO AVANZOLINI, BRUNO BENUZZI, PINUCCIA BERNARDONI, ANNA VALERIA BORSARI, MAURIZIO BOTTARELLI, AURELIO BULZATTI, RICCARDO CAMONI, SERGIO CARA, MIRTA CARROLI, WALTER CASCIO, GIANNI CASTAGNOLI, ANGELO CELESTE, VITTORIA CHIERICI, SILVANO CHINNI, ALBERTO COLLIVA, ROBERTO COSTA, CUOGHI CORSELLO, GIOVANNI D’AGOSTINO. BRUNO DE ANGELIS, PAOLA DE LAURENTIIS, DANIELE DEGLI ANGELI, UBALDO DELLA VOLPE, FRANCO FILIPPI, ANNA GIROLOMINI, VITTORIO GUARNIERI, TATSUNORI KANO, GABRIELE LAMBERTI, MARCELLO LANDI, MAURIZIO LIGAS, PIERO MANAI, VITTORIO MASCALCHI, LUIGI MASTRANGELO, MAURO MAZZALI, SERGIO MONARI, ENRICO MULAZZANI, RINALDO NOVALI, MAURIZIO OSTI, GABRIELE PARTISANI, GIOVANNI PEDULLA’, MARCO PELLIZZOLA, GIOVANNI PINTORI, BRUNO RASPANTI, ANDREA RENZINI, ROBERTO RIZZOLI, CLAUDIO ROSI, GABRIELE ROSSETTI, LEONARDO SANTOLI, VINCENZO SATTA, STEFANO SCHEDA, STEFANO TEGLIA, MARIA GRAZIA TODERI, ANTONIO VIOLETTA, GIORGIO ZUCCHINI.

OPENING
on SATURDAY 1st SEPTEMBER 2018 at 6 p.m.

Opening speech by the Head of the Legislative Assembly of the Emilia-Romagna region
Mrs SIMONETTA SALIERA

1-30 September 2018
Open on Fridays, Saturdays and Sundays from 5.30 to 7.30 p.m.
Catalogue available on site

FAROARTE Gallery
Piazzale Marinai d’Italia 20 (Community Center) Marina di Ravenna

Ilario Rossi le Biennali di Venezia

1 giugno 2018

Ilario Rossi le Biennali di Venezia
a cura di Sandro Malossini

inaugurazione ore 19,30
Viale Aldo Moro n. 50 – Bologna

Gran Concerto della Repubblica
Scuola di musica della Banda Bignardi di Monzuno
esibizione ore 20,30

Proseguendo l’impegno di divulgazione e promozione dell’arte moderna e contemporanea presente in Regione, l’Assemblea legislativa della Regione Emilia- Romagna, presenta negli spazi di Viale Aldo Moro 50, una personale del Maestro Ilario Rossi (1911-1994) dedicata alle sole opere che l’artista ha esposto nelle numerose partecipazioni alle Biennale di Venezia. Dalla prima presenza del 1936 con una sola opera oggi scomparsa e di cui non si conserva neppure un’immagine alle opere della sala personale del 1964 che conclude l’avventura veneziana dell’artista. Vengono esposte in mostra una ventina di opere che, attraverso un lavoro di ricerca e contatti con Istituzioni e collezionisti privati, coprono quasi totalmente la produzione meno figurativa dell’artista, la più vicina alle poetiche dell’informale. La mostra si apre però con un grande quadro “La madre”, realizzato nel 1950 ed esposto nell’edizione di quell’anno, omaggio alla stagione novecentistica del nostro. Si prosegue con alcuni olii, di medie dimensioni, che accompagnano gli anni ’50 e il suo travaglio espressivo con la scomposizione e frantumazione dell’immagine, dove il ricordo o la memoria di un paesaggio rimane un’ombra nella struttura compositiva. Con le opere esposte nella sala personale nel 1964 e realizzate l’anno precedente si conclude la partecipazione di Ilario Rossi alla Biennale di Venezia, ma è proprio in questi grandi olii dove la sua poetica si rafforza e diventa primaria nel panorama nazionale. Una nuova figurazione si affaccia sulle sue tele, un segno che da lacerazioni e ripensamenti diventa un’esplosione di colori e felicità cromatiche, corpi che assumono presenza, oggetti che portano la loro fisicità nell’immagine.

Un catalogo editato per l’occasione dall’Assemblea legislativa, che raccoglie alcune tra le testimonianze critiche più significative del tempo, da Arcangeli a Tassi, da Calvesi a Valsecchi, e da Cavalli fino a Venturoli, accompagna la mostra. La mostra sarà visitabile dal 1 al 30 giugno 2018 presso la sede dell’Assemblea legislativa.

 

Gli “intervalli artistici” di Felsina Factory al Teatro Duse

“RITRATTI”
Stefano Teglia

inaugurazione mercoledì 2 maggio, ore 19.00
dal 2 al 20 maggio 2018
TEATRO DUSE, via Cartoleria 42, Bologna

In Stefano Teglia la pittura diventa un fare tutto imbevuto di azzurro, di verde, di viola, in un rapporto reciproco fra uomo e natura che accade nel tempo sospeso della sua pittura. Compaiono poche chiazze di colore e minuti segni che creano una specie di vuoto animato. E’ il rapporto fra quelle nubi che sembrano dissolversi in un arabesco luminoso, come una visione. E’ una specie di flusso che si riflette in un colore liquido di un mondo silenzioso, ma anche di un’organica vitalità.

Questi dipinti sembrano come l’impronta di un sogno che emerge. Tutto è trasfigurato da un profondo e solitario rapporto con le cose e con il paesaggio, la natura diventa il mezzo per poter parlare della nostra condizione umana. Le pennellate si fondono e si confondono nel labirinto delle nostre illusioni.

Stefano Teglia vive e lavora a Bologna, dove ha insegnato al Liceo Artisitco. Espone dalla seconda metà degli anni settanta.

È possibile visitare la mostra gratuitamente in orario di biglietteria, dal martedì al sabato, dalle ore 15,00 alle 19,00 e da un’ora prima l’inizio degli spettacoli.

http://www.teatrodusebologna.it/duseoff/eventi/

Gli “intervalli artistici” di Felsina Factory al Teatro Duse

“LA SCULTURA VA A TEATRO”
Francesco Finotti
PRIVACY

inaugurazione martedì 10 aprile, ore 19.00
dal 10 al 29 aprile 2018
TEATRO DUSE, via Cartoleria 42, Bologna

La mostra è un progetto che l’artista ha pensato appositamente per gli spazi del teatro Duse di Bologna.
All’interno del foyer sarà possibile farsi coinvolgere dall’installazione che rimette in discussione il concetto di privacy.
Nell’epoca dei social network, diventa paradossale che se da una parte, le leggi sulla privacy si fanno sempre più stringenti, dall’altra le persone sono sempre più propense a esibire la propria vita privata. Il concetto di diritto alla privacy, storicamente definito come il “diritto ad essere lasciato da solo” stride con il desiderio istintivo degli esseri umani a esporsi continuamente volendo narrare le proprie gesta. Già in epoca medievale, l’iconografia della madonna della misericordia, dava di fatto la possibilità alla committenza privata di essere protagonista del dipinto commissionato, facendosi raffigurare in primo piano.
Finotti prende a prestito questa tipologia iconografica, per coinvolgere lo spettatore nella scena principale. La prima cosa che salta all’occhio di chi osserva però, è che l’impianto iconografico sia sprovvisto di un’icona. Sotto l’abbraccio misericordioso del mantello non restano che i visitatori della mostra a entrare in scena. La protagonista sembra essersi assentata, forse per concedersi finalmente un momento di privacy. Anche le altre opere presenti in sala sembrano quasi voler scomparire o mimetizzarsi tra le bellissime cromie dei marmi, facendo sembrare la mostra di Finotti quasi assente. Unica altra presenza sembra essere un oggetto di scena lasciato momentaneamente sul suo supporto.
Quale luogo migliore di un teatro per esporsi e mettere in scena la propria esistenza? E’ dal 2010 che Finotti non decideva di presentarsi con una mostra personale preferendo il confronto e il dialogo che si istaura in altri contesti espositivi.

È possibile visitare la mostra gratuitamente in orario di biglietteria, dal martedì al sabato, dalle ore 15,00 alle 19,00 e da un’ora prima l’inizio degli spettacoli.

http://www.teatrodusebologna.it/duseoff/eventi/

Gli “intervalli artistici” di Felsina Factory al Teatro Duse

“RITRATTI”
Clementina Mingozzi

inaugurazione mercoledì 21 marzo, ore 19.00
dal 21 marzo all’ 8 aprile 2018
TEATRO DUSE, via Cartoleria 42, Bologna

Appositamente per il Foyer del Teatro Duse, Clementina Mingozzi prosegue la sua ricerca sulla luce e sull’ombra sfruttando la luminosità naturale dello specchio e del corpo di carta con la tecnica del ritaglio. I fogli muovono le superfici alla ricerca dello spazio, svelano la loro vitalità: il ritaglio è una immagine che si stacca dal supporto, sviluppa uno spazio personale, l’espressione nasce dai giochi di luce e ombra.
L’artista segue la strada della papirografia. Grazie alle immagini nate dalle sue forbici, è stata portata ad esprimersi naturalmente anche con il teatro di figura, ed ha fondato la compagnia Papira e anima, con la quale ha realizzato gli spettacoli Amadé: Mozart piccolo e grande uomo, Paperi e papiri, omaggio ad Andersen, e recentemente Haiku per note e ombra. E’ stata ospite tra gli altri del Globe Theatre di Roma, per la stagione teatrale del Teatro di Imola e al Museo delle Figurine di Modena.
Mostre personali delle sue illustrazioni, le sono state dedicate nell’ambito della Settimana del libro e della cultura per ragazzi, alla libreria Internazionale, in collaborazione con la Cool Japan, Weekend dei giovani lettori, Bologna Children’s Book Fair. Nel 2009 ha partecipato al festival di Mantova e recentemente ha presentato per la Cineteca di Bologna, Ombre, silhouette, papirografia nel cinema di Lotte Reiniger. Quest’anno in occasione della Fiera del libro di Bologna, saranno presentate, da lei illustrate, due nuove pubblicazioni a cure delle case editrici Arnoldo Mondadori e Bacchilega.

È possibile visitare la mostra gratuitamente in orario di biglietteria, dal martedì al sabato, dalle ore 15,00 alle 19,00 e da un’ora prima l’inizio degli spettacoli.

www.teatrodusebologna.it/duseoff/eventi/
www.clementinamingozzi.eu